Il terminale di rigassificazione sarà in grado di garantire un approvvigionamento costante di gas, favorendo la metanizzazione e lo sviluppo economico. Il progetto prevede un investimento di oltre 600 milioni di Euro. La costruzione del rigassificatore comporterà mediamente l’impiego di circa 500 persone con punte fino a 900 in fase di cantiere, per 4 anni, e oltre 200 addetti (tra diretti ed indiretti), in fase di esercizio.
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I benefici per il territorio
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La localizzazione dei rigassificatori è in genere pensata per ridurre le distanze con i luoghi di approvvigionamento. In Italia la Sicilia meridionale, grazie alla sua vicinanza con il nord Africa e Suez, risulta particolarmente adatta. Il progetto Enel-Nuove Energie per Porto Empedocle consiste nella realizzazione di un terminale di rigassificazione GNL della capacità di 8 miliardi di metri cubi all’anno. Il terminale di rigassificazione di Porto Empedocle avrà una parte in mare e l’altra a terra costruita sulla colmata in corso di realizzazione da parte del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale, esterna al porto esistente e distante circa 1,5 km dal centro abitato. Per consentire le attività di approvvigionamento del gas è previsto il prolungamento del molo di levante per circa 800 m e la costruzione di un braccio perpendicolare di 310 m, in conformità al Piano Regolatore Portuale, in grado di accogliere le navi metaniere. Ogni anno saranno scaricate circa 100 navi. La manovra di avvicinamento prevede il supporto di quattro rimorchiatori che consentiranno le azioni di attracco in tutta sicurezza, e senza intralcio alla normale navigazione. Lo scarico del GNL avverrà per mezzo delle pompe sommerse nei serbatoi della nave. Sulla banchina bracci di scarico automatizzati convoglieranno il gas liquido dalla nave in apposite tubazioni, che percorreranno la banchina di levante. Il gas liquido sarà immagazzinato in due serbatoi da 160.000 m3, interrati e a doppio contenimento totale: ognuno di questi sarà caratterizzato infatti da un contenitore d’acciaio speciale al nichel, rivestito a sua volta da un involucro esterno in cemento armato. Ciò renderà impossibile qualsiasi fuoriuscita di liquido o gas. Un processo semplice e sicuro trasformerà il gas da stato liquido a gassoso, all’interno di vaporizzatori nei quali il calore necessario sarà ottenuto per semplice scambio termico con acqua marina, senza sistemi di riscaldamento a combustione. L’acqua, raffreddata di qualche grado, sarà restituita in mare con uno scarico a più uscite, con effetti che svaniranno completamente a 150 metri dalla costa e senza alcun impatto su flora e fauna marina. Per consentire le attività di distribuzione del gas è prevista la realizzazione di un collegamento di 7 km per l’allacciamento alla rete nazionale.
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Rimane aperto e continua a produrre effetti il dibattito circa l’opportunità di realizzare un terminale di rigassificazione a Porto Empedocle. L’ultimo in ordine di tempo a intervenire sulla vicenda è il sindaco Marco Zambuto che, non ascoltato dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio, ha deciso di tornare alla carica interessando della questione il nuovo esecutivo nazionale e regionale. Zambuto, come qualche giorno fa il sindaco e il presidente del Consiglio di Realmonte, Giuseppe Farruggia e Giovanni Coco che alle società coinvolte nel progetto hanno chiesto di mettere al corrente anche il comune marinaro in merito a cosa la realizzazione dell’impianto comporti sia in termini positivi che negativi, si rivolge al ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo e al presidente della Regione Raffaele Lombardo. E lo fa con una lettera con la quale chiede un incontro a entrambi per far si che la città venga coinvolta e sul tema possa esprimere la propria posizione, non solo in merito all’impatto che l’opera potrà avere sull’ambiente e sul patrimonio storico e monumentale agrigentino, ma anche per le ricadute di un tale impianto sul tessuto sociale ed economico. ”Continua l’interesse che la popolazione agrigentina presta alla procedura relativa alla costruzione di un rigassificatore da ubicare nelle vicinanze della casa natale di Luigi Pirandello ed in un’area limitrofa al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, sito inserito dall’Unesco, nel 1998, nella lista di luoghi ‘patrimonio dell’umanità’ - ha scritto Zambuto -. L’interesse è relativo non solo agli aspetti diretti del progetto dell’opera, ma anche alle sue refluenze sociali ed economiche. Pertanto, faccio appello alla sua sensibilità e competenza per chiederle un incontro al fine di conoscere la situazione relativa e consentire a questa città di essere coinvolta, per potere esprimere le proprie posizioni, all’interno delle relative procedure che concernono tanto il livello di governo regionale che quello statale”.
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Zambuto: “Agrigento dirà la sua sul rigassificatore”
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Questa è la notizia: “Finalmente un grosso intervento finanziario privato nell’area ASI di Porto Empedocle” che porterà lavoro, occupazione, sviluppo, progresso!
Nuove tecnologie e nuove prospettive si aprono per l’industrializzazione di una zona che da troppo tempo è stata abbandonata a se stessa e sulla quale nessuno ha saputo intervenire né tanto meno stabilire cosa farne.
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Realizzazione di un terminale di Rigassificazione nella zona ASI di Porto Empedocle
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Filed under: Archivio, Rigassificatore on Maggio 22nd, 2008 | No Comments »