le verità nascoste e le repliche…

Un articolo apparso oggi su www.infoagrigento.it, riferendosi alla consultazione popolare del 17 -22 aprile parla di “verità nascoste”, sottolineando come tale consultazione non abbia il potere di impedire ex lege la realizzazione del rigassificatore. Questa è certamente una verità. Il punto è che nessuno ha mai pensato di nasconderla ai cittadini. Chi ha un minimo di dimestichezza con questa materia, non può ignorare il fatto che le consultazioni popolari, inclusi i referendum consultivi, vengano indetti per dare ai decisori indicazioni su quella che è la volontà popolare rispetto ad una determinata materia. Con ciò si vuole evidenziare come il sindaco Marco Zambuto, e quindi la cittadinanza, non disponga di alcuno strumento elettorale capace di bloccare automaticamente la realizzazione del rigassificatore. Vale la pena di spiegare all’autore dell’articolo e ai lettori che la scelta dello strumento da utilizzare è stata dettata soltanto da ragioni di opportunità e di buon senso. Rispetto al referendum (che inizialmente era stato preso in considerazione dal Comitato), le votazioni del 17 -22 aprile avranno due ordini di vantaggi. I primi sono di natura economica: il referendum avrebbe avuto costi elevatissimi, ragione per cui chiunque avrebbe potuto accusare il sindaco di sprecare le esigue risorse del comune per scopi propagandistici. La consultazione del 17-22 aprile, al contrario, avrà costi quasi nulli, visto che per le operazioni di voto e di spoglio verrà utilizzato personale del comune in servizio. In secondo luogo, si è voluto tenere conto della tempistica, nella misura che andremo di seguito illustrando. Per regolamento, il referendum avrebbe richiesto una raccolta di firme ulteriore rispetto a quella già promossa dal Comitato. In seguito una commissione ad hoc avrebbe dovuto valutare l’autenticità delle firme depositate. A partire da questo momento, si sarebbero dovuti rispettare i tempi tecnici previsti dalla legge per l’indizione del referendum. In altri termini, la votazione sarebbe slittata al mese di settembre. I lavori per la costruzione dell’impianto, sulla base di quanto riportato dagli organi di stampa nei mesi scorsi, partiranno a giugno. È facile immaginare che, a lavori iniziati, ogni tentativo di far valere la volontà popolare sarebbe risultato vano. Per concludere, ed in risposta ad un’altra infelice considerazione di Pietro Fattori sul senso di questa iniziativa: “conta molto di più, ad esempio, l’elezione di un rappresentante di classe, in quarto ginnasio”, è forse utile riferirsi alle gravi omissioni compiute da quasi tutta la classe politica provinciale nell’impedire, da due anni a questa parte, ogni forma di partecipazione dei cittadini alla discussione sulla difficile scelta, in ciò contravvenendo peraltro a quanto espressamente suggerito dalla normativa Seveso II sugli impianti “a rischio di incidente rilevante”. Ragioni di buon senso, prima ancora che di ordine legale, avrebbe dovuto indurre i nostri rappresentanti a prestare maggiore attenzione alle opinioni degli elettori, a promuovere un dialogo più aperto e una più approfondita discussione sui pro e i contro. Tutto ciò non è avvenuto. Questo è il motivo per cui il comitato ha deciso, in accordo con il sindaco, di indire la consultazione popolare prima delle elezioni europee. Se, come auspichiamo, l’esito della consultazione si rivelerà contrario al rigassificatore, i candidati non dovranno più esprimere il loro parare in favore di o contro l’impianto. Essi avranno l’obbligo morale di adeguarsi alla volontà popolare. Se agiranno diversamente si tratterà di prevaricazione.

Il coordinatore del comitato

Francesca Autiello

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