risposta alla conferenza stampa di arnone

Insomma, sembra proprio che per qualcuno questa consultazione non s’ha da fare ad aprile.

Assistiamo con ormai rassegnata incredulità alle manovre del consigliere Arnone di depotenziare con le proprie esternazioni le iniziative del comitato pro referendum, ovvero di un raggruppamento di organizzazioni che, nel tentativo di riportare all’attenzione della cittadinanza il tema colpevolmente trascurato del rigassificatore, ha conseguito per la prima volta nella storia di questa città un duplice obiettivo:

1) riunire, in nome di un comune sentimento di appartenenza civica, un consistente numero di associazioni e organizzazioni politiche anche molto distanti:

2) ottenere l’indizione di una consultazione popolare attraverso la quale la cittadinanza potrà esprimere la propria volontà su una questione di interesse generale.

A tal riguardo va riconosciuto il ruolo importante svolto dal sindaco Marco Zambuto che con coraggio si è svincolato dalla morsa dei partiti ed ha operato, sostenuto dal comitato, una rivoluzione culturale di stampo autenticamente democratico.

Il consigliere Arnone ha oggi richiesto tramite conferenza stampa al sindaco di spostare la consultazione popolare a giugno, dopo le elezioni europee. Egli dichiara di voler così inchiodare i partiti alle proprie responsabilità. E dichiara inoltre di non voler perdere questa storica occasione a causa dell’incoscienza di un guppo di “ragazzi” che rifiuta di scendere a compromessi con la politica dei partiti, senza il cui contributo sembrerebbe che nessuna battaglia possa essere vinta. Infine, Arnone sottolinea l’infelicità della data: c’è troppo poco tempo e la gente non verrà messa nelle condizioni di capire.

Posto che Lega Ambiente fa parte del comitato anche se rifiuta di accettare la regola democratica che a decidere è la maggioranza, noi ribaltiamo questi ragionamenti. I partiti hanno avuto due anni di tempo per esprimersi e hanno nel migliore dei casi appoggiato il rigassificatore. È paradossale ma è così. Spesso, infatti, i partiti che Arnone vorrebbe inchiodare hanno steso un velo di silenzio sulla questione o, peggio ancora, hanno assunto posizioni indecifrabili, confondendo le idee ai cittadini. Senza bisogno di citare tutti gli episodi di gattopardismo cronico che hanno caratterizzato la vicenda del rigassificatore, può essere utile accennare alla visita di due mesi fa del presidente della regione Lombardo il quale, dopo aver dichiarato assurda la possibilità di realizzare l’impianto sotto la valle dei templi, ha concesso l’autorizzazione qualche giorno dopo. Siamo stanchi dei giochi di prestigio, anche perché i maghi sono scadenti e tutti scoprono il trucco oramai.

Se la paura di Arnone è di non riuscire a coinvolgere la gente, farebbe bene ad utilizzare il notevole credito (e spazio) mediatico di cui dispone per informare sulle ragioni del “no”, invece di attaccare ogni volta che se ne presenta l’occasione il comitato e i ragazzi (saranno contenti il dottore Gaziano e la consorte) che ne fanno parte.

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